La bonifica delle opere d’arte per restituire valore alla cultura

Nel mondo industriale, della meccanica e dell’elettronica vi sono delle accortezze e modalità operative di manutenzione, prevenzione, sicurezza nonché procedure di pronto intervento e piani di azione codificati e condivisi. In questo ambito il settore del risanamento ha sviluppato delle professionalità elevate.

Che cosa succede però quando accade un sinistro che coinvolge un bene di valore artistico, mobile o immobile? In realtà le logiche organizzative, le specializzazioni richieste, le professionalità in campo sono molto simili, così come quelle di gestione del rischio.

Un danno che coinvolge un’opera artistica o un bene immobile di valore storico o di pregio richiede una gestione dell’emergenza e delle prime misure di salvataggio che già preveda il successivo coinvolgimento di un restauratore. Quando infatti si iniziano le attività di restauro è passato già molto tempo dal verificarsi del danno e il processo di contaminazione e di corrosione è andato avanti. Servono pertanto competenze riconosciute per intervenire tempestivamente con le attività di salvataggio e protocolli condivisi che consentano di limitare il danno, in attesa che ci sia un intervento specialistico di restauro.

Affidarsi a dei professionisti

Il rischio di un ulteriore danno fisico è alto se dopo un sinistro interviene una squadra non esperta. Ad esempio nel trasporto e nella movimentazione vi è la maggiore incidenza di un danno. Per questo nelle prime 48 ore dall’accadimento del danno devono intervenire dei professionisti specializzati nel salvataggio e un intervento di restauro è tanto più efficace quanto più il salvataggio è stato tempestivo.

Linee guida chiare

Le specializzazioni tecniche per le procedure di salvataggio sono elevate: che sia incendio o allagamento, solo un tempestivo intervento di salvataggio entro le 48 ore può bloccare i fattori che generano il degrado, la corrosione e limitare il danno. La strumentazione e le apparecchiature per il controllo dell’umidità relativa e della temperatura, ad esempio, permettono ai tecnici del gruppo per di bloccare la corrosione dei metalli, asciugare oggetti, arredi, ambienti, e arrestare il processo di decomposizione a cui sono soggetti i materiali igroscopici (come la carta e il legno). Dietro a queste tecnologie ci deve essere un progetto d’intervento, che apra la strada ad una successiva e mirata attività di restauro.

Sviluppare resilienza

Il mondo dell’arte non è poi così lontano dalle logiche della gestione del rischio usate all’interno di una azienda. Non c’è la componente di business continuity come attenzione alla continuità della vita dell’azienda dopo un evento dannoso, ma c’è la componente affettiva. Ed anche in questo particolare settore si può e si deve parlare di resilienza, nel senso di mettere in atto tutte le azioni necessarie in una logica di prevenzione e di conservazione dei beni.

È importante organizzarsi con piani di prevenzione e di Disaster Recovery Plan (DRP) quando accade un danno, perché ogni ritardo nel salvataggio può avere ripercussioni molto serie sul bene.

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